Quando, alcuni mesi fa, ci siamo trovati a scegliere quale testo rappresentare qui a Bagnara, abbiamo deciso di mettere in scena Il Misantropo di Molière perché, avendolo studiato in Accademia, pensavamo di sapere qualcosa di questo testo. Oggi possiamo dire, in tutta sincerità (per usare un termine caro al nostro Alceste) e con estremo orgoglio, che tutte le certezze che avevamo si sono sgretolate e che poco ancora sappiamo di questo testo. Diciamo ‘con estremo orgoglio’ perché proprio nella distanza (molto socratica) tra ciò che credevamo di sapere e quel che oggi sappiamo possiamo misurare la nostra crescita come attori e come uomini. Abbiamo (ri)preso in mano Il Misantropo chiedendoci molto onestamente di che cosa parlasse veramente. Abbiamo scoperto che quando si è disposti a cercare e a mettere in discussione ogni idea predeterminata, il testo parla, le parole si rivelano, i conti tornano. È un testo che parla di prigioni dorate, vie di fuga, maschere (pirandelliane ante litteram), mostri (nel senso latino di ‘non umani’), della violenza della sincerità quanto di quella dell’artificio, dei confini tra istinto e civiltà, della differenza tra ciò che è giusto e ciò che è appropriato, dello iato tra ragione e sentimento; è un testo che si interroga su quale sia il giusto modo di stare al mondo, su quale debba essere il rapporto tra uomo e società, sullo scarto tra ideale e reale, su cosa sia vero e cosa invece appaia tale. È un testo che parla sicuramente di molte altre cose che non abbiamo ancora scoperto. Tutto ciò che vedrete stasera, dai movimenti degli attori ai costumi, alle musiche, è nato interrogando il testo. Dal testo siamo partiti, al testo siamo tornati ogniqualvolta ci siamo persi, siamo entrati in crisi e abbiamo ricominciato daccapo. Poche sono le risposte che sentiamo di poter dare (chi ne ha d’altronde?), molti gli interrogativi. Tra tutti, uno emerge con prepotenza: perché mettere in scena Il Misantropo e perché oggi? Non vogliamo sbilanciarci con una risposta precisa ma lasciare al pubblico il compito di trovarne una, consci che tra le mille possibilità offerte da un classico, si possano trovare altrettante mille risposte valide.

Il Misantropo

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