Un classico. Forse il più famoso dei classici. A questa idea si accompagna però la prima domanda: quanto lo conosciamo veramente? Quanto sappiamo è figlio dell’idea che tutti si sono fatti nei secoli o proviene dalla conoscenza diretta del testo?

Il lavoro che abbiamo condotto ha seguito questa idea: togliere tutta la polvere, tutte le stratificazioni, i preconcetti e i pregiudizi affrontando Shakespeare faccia a faccia, sfidandolo, portandolo al limite e con lui portando al limite anche noi.

Di quali limiti parliamo? Semplice e tremendo allo stesso tempo: del limite certo e innominabile, quello della morte.

Parlare di Morte però significa anche parlare di un termine che non significa sempre fine. Può esserci un nuovo inizio dopo la conclusione delle cose, ciò che è veramente importante è decidere come affrontare il senso della fine: tenacemente, come marinai aggrappati alla nave in tempesta, o duttilmente, cercando di trovare nuove risposte e nuovi sensi?

È indubbio che i nostri tempi ci pongono domande di questo genere: come vivere il passaggio epocale che si sta verificando, la mutazione sociologica cui siamo sottoposti, le sfide del quotidiano, i passaggi d’età non più identificati?

Attraversiamo Romeo e Giulietta anche con questo spirito: per cercare risposte, provvisorie certo, ma che respirano della sublime verità della finzione per farci prendere posizione e orientarci.

Romeo e Giulietta

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